Resine da colata: ecco cosa sono le RESINE EPOSSIDICHE.

Pubblicato il : 26/07/2018 17:07:24
Categorie : Resine

Resine da colata: ecco cosa sono le RESINE EPOSSIDICHE.

Resine Epossidiche Reschimica (Fil Cristal, Cristal E, Fil Cristal UV)

Cenni storici

I primi tentativi commerciali di resina sintetica (derivata dalla epicloridrina) vennero fatti intorno agli anni ‘20 negli Stati Uniti.
L’invenzione della resina epossidica è stata condivisa tra il ricercatore Castan (in Svizzera) e contemporaneamente con Greenlee negli Stati Uniti. Si tratta di uno di quei casi di invenzioni e scoperte simultanee, che capitano spesso nella storia della scienza.

Solo durante gli anni '90 l’utilizzo di resina sintetica inizia a prendere veramente piede. Adesso le resine epossidiche vengono utilizzate in moltissimi di campi industriali, che spaziano dalla prototipazione alla pavimentazione, dalla creazione di complementi di arredo alla creazione di bijoux etc. 

Caratteristiche

La resina epossidica è un materiale molto versatile ed è sicuramente tra le resine termoindurenti più famose e diffuse. Spesso sono trasparenti o ambrate e dal punto di vista meccanico e chimico sono tra le più dure e resistenti che esistano. Hanno un forte potere adesivo e garantiscono una buona stabilità dimensionale, avendo un ritiro in fase di indurimento quasi nullo.

I due componenti (base e indurente) vengono mescolati e hanno un tempo di lavorabilità abbastanza rapido: 10-15 minuti e un tempo di indurimento completo abbastanza lungo: 12-24 ore a seconda delle condizioni di umidità e temperatura in cui si trovano.

Da un punto di vista chimico le resine epossidiche sono polimeri termoindurenti con reazione a freddo. Il formulato è normalmente costituito da una resina base (componente A) e da un’indurente (componente B), i quali, miscelati accuratamente nel rapporto d’uso indicato dal produttore, si solidificheranno, dando origine ad uno strato vetrificato lucido.

Questa categoria di resine è la più utilizzata per la realizzazione di materiali compositi avanzati, ottenuti mediante la combinazione della resina con delle fibre. Le resine epossidiche sono vetrose a temperatura ambiente e vengono quindi miscelate con diluenti per abbassare la viscosità a livelli adeguati per l'impregnazione delle fibre.
I diluenti sono stirene monomero e stirene ossido.

La viscosità di una resina epossidica senza diluente può variare moltissimo, da liquido a solido; di solito queste resine si presentano sotto forma di di-epossido, ossia di una catena lineare di molecole alla cui estremità trovano posto i gruppi epossidici (CH2-O-CH) con i quali reagiscono gli agenti leganti durante la polimerizzazione. I gruppi ad anello contribuiscono ad aumentare la rigidità e la resistenza al calore delle resine. 

Le resine epossidiche più utilizzate sono ottenute a partire da bisfenolo A ed epicloridrina. Facendo reagire queste due molecole in condizioni standard, si ottengono degli oligomeri ciascuno contenente un anello epossidico. La reticolazione avviene tramite l'uso di ammine per reazione con gli anelli epossidici.

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